Uno degli ultimi libri che ho letto è rimasto impresso nella mia mente. “Racconti per i giorni mancati” di Gaetano M. Piscopo un libro da leggere tutto d’un fiato, una lettura perfetta per questi giorni sospesi. Al termine della lettura come un fiume in piena sono scaturite in me delle parole che l’autore poi mi chiesto di poter utilizzare come prefazione nel suo libro. Con piacere e onorata ho accettato e qui vi riporto la mia prefazione a questo libro da leggere assaporando passo a passo storia dopo storia le emozioni profonde che è in grado di trasmettere.

PREFAZIONE

Storie senza nomi, volti velati che emergono fra atmosfere cangianti, come la luce del tramonto sul lago Titikaka.

Ogni storia un numero, quasi fosse immeritevole di un titolo. L’autore esprime così (ci dice nell’introduzione) il desiderio di lasciare libertà di immaginare e per non influenzare lo sguardo di noi lettori, ma forse questo non è l’unico motivo.

Protagonisti fatti di sguardi ma senza nomi, volti immaginati attraverso le emozioni che ci trapassano come lame che fendono il buio della nostra immaginazione.
Un sempre, un mai, un forse di vite appese come su uno stendibiancheria lasciato all’incuria di una tempesta.

Tempesta di storie e sensazioni che affiorano parola dopo parola e mentre la lettura scorre l’anima si ferma fra le trame di quel popolo onirico racchiuso in un limbo sospeso che toglie ogni significato alla parola inizio e alla parola fine.

Simulacri di ricordi strappati alla quotidianità.
Attimi impressi in secondi interminabili che si srotolano in storie ammiccanti fatti di personaggi, che al termine di ogni capitolo, prima del numero successivo, in realtà ci sembra di conoscere molto bene.

Non hanno nomi né colori di capelli perché sono come figure velate che a poco a poco affiorano da un inconscio collettivo che forse, in un modo o nell’altro appartiene a tutti.
Soggettiva e universale insieme, la realtà di ogni storia raccoglie le emozioni che ogni personaggio nasconde oltre il suo velo che separa il sogno dalla realtà.

Tutti i protagonisti che in realtà sono comparse senza nome di singole opere incomplete, sospesi atti unici di una danza triste e malinconica della vita e della sua recondita motivazione di essere.
Presente e passato s’intravedono e intuiscono dalle descrizioni che passano sempre dai filtri emozionali di chi le vive.

Dalle atmosfere nordiche alle nebbie padane, i paesaggi sotto la lente d’ingrandimento di chi “vive” leggendo quel racconto diventano quasi ricordi personali… come una melodia lontana, come quella che ci cantava la mamma nella culla che chiudiamo nei cassetti della memoria e quando ci capita di risentirla “da grandi”, ci socchiude l’anima con una tenerezza mista a una nostalgia infinita e un po’ di tristezza.

Quando anche l’ultimo capitolo arriva al punto finale la sensazione che rimane appartiene ad un’unica sfumatura, come se tutte le storie fossero in realtà un unico frammento di vita – il libro di una vita. Un po’ come quando si guarda una spiaggia di ciottoli: scopri la meravigliosa differenza di ogni sassolino solo quando ti fermi, e ne osservi uno ad uno, prendendoli in mano.

Dal flusso di coscienza di Joyce, alla vita misurata con cucchiaini da caffè di T.S. Eliot fino a Uno nessuno Nessuno Centomila di Pirandello si potrebbero scomodare tutti i grandi letterati che hanno fatto la rivoluzione letteraria del 1900 per raccontare questo libro, ma non serve perché la “necessità” di essere scritto traspare e si sente in maniera forte e chiara.

Sono storie che pretendevano di essere scritte e vomitate fuori da un’anima sensibile, malinconica, triste ma soprattutto desiderosa di trovare una ragione ai grandi interrogativi dell’esistenza umana. L’immediatezza del linguaggio, la sua eleganza fluida e accattivante induce a leggere tutto di un fiato, ma quando arrivi al termine ti rendi conto che devi ricominciare perché ogni sassolino deve essere guardato con maggiore attenzione e vuoi riflettere sulle sue sfumature. … così anche il lettore non porta a termine mai il suo ruolo e contagiato dall’animo dell’autore continua la sua danza perpetua e sospesa a celebrare il senso incompiuto della vita.

“Racconti per i giorni mancati” Di Gaetano M. Piscopo è disponibile in formato e-book nei principali stores online.

L’AUTORE

GAETANO MARIA PISCOPO dice di sè

“… Io fui nato e cresciuto/sovra il bel fiume d’Arno alla gran villa”… a tre anni ho assistito a bocca aperta la mio primo concerto e da quel momento la musica è stata la mia vita, fino a una breve carriera come direttore d’orchestra. Per quegli errori che la vita ci porta a fare, dal 1996 mi occupo di Turismo, anche se il viaggiare “fisicamente” non è mai stato un mio interesse; ho sempre preferito coltivare e ampliare il mio mondo interiore, come unico posto in cui essere me stesso e coltivare ciò che di meglio riesco a esprimere.