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In questi giorni in cui lentamente iniziamo a vedere spiragli di riapertura,  siamo in molti ad interrogarci su quella che sarà la nostra prossima vita e, dato il periodo, soprattutto su come vivremo le prossima vacanze.

Ormai intuiamo che il distanziamento sociale sarà un modo di vivere con cui dovremo convivere per molto tempo. Risulta essenziale quindi partire, sin da ora, ripensare a spazi ed ambienti conosciuti ma con nuove regole e nuove prospettive. Non è detto però che tutta questa profonda trasformazione in atto sia solo negativa. Ritengo che il viaggio e il modo di viaggiare cambierà radicalmente ma sarà anche un modo per dimostrare che abbiamo appreso la lezione: che si può viaggiare senza distruggere i luoghi e la natura del nostro pianeta.

LA FINE DEL TURISMO DI MASSA?

La fine del turismo di massa nel post Covid 19 sembra decretato, ma con lui finisce anche lo sfruttamento di fondali, spiagge e devastazioni di eco-ambienti. Il turismo a corto raggio ed ecosostenibile “a piccoli passi” sembra essere la risposta alla richiesta obbligata del distanziamento: e la terrà ringrazierà. Forse si viaggerà di meno ,ma le mete saranno scelte con maggiore accuratezza e attenzione. Probabilmente si darà maggiore importanza al tipo di esperienza che vorremo fare in un determinato luogo, attivando una maggiore consapevolezza verso le energie del luogo e quelle dentro noi.

IL VIAGGIO PERCETTIVO

Nel 2000 scrivevo il Primo manuale di Turismo Percettivo “Alle Porte del Viaggio- Manuale di Turismo Percettivo” Chiaramonte Editore 2000),un tema che poi ho ripreso tante volte nei miei libri fino al più recente ebook “Il Viaggio Alchemico nella Geografia dell’Invisibile”. Già dalla prima pubblicazione avevo pensato ad una sorta di decalogo per identificare una forma di turismo che secondo me sarebbe stato il futuro del nostro modo di viaggiare: il turismo percettivo. Un forma di turismo fatto di sensazioni, esperienze nel rispetto della natura.  Un viaggio inteso come conoscenza di se stessi e occasione di trasformazione personale. Penso che la mia visione, a distanza di 20 anni (forse un po’ troppo in anticipo sui tempi) oggi sia più valida che mai.

Viaggeremo sempre di più attraverso le nostre percezioni cercando di metterci in relazione con le energie dei luoghi, ascoltando le nostre anime alla ricerca del Genius Loci e di un viaggio in grado di trasformarci profondamente.  Il turismo di lusso cercherà le mete più distanti e incontaminate del pianeta alle ricerca di luoghi esclusivi e immersi nella natura più libera e selvaggia e nel profondo rispetto.

LA NATURA TORNA SUL PALCO

Con buona pace delle spiagge della Thailandia e dei suoi coralli, la gente non si accalcherà più distruggendo tutto ciò che trova, ma le coste e il mare torneranno a respirare insieme a tutto l’ecosistema. D’altronde abbiamo visto in questi giorni su social e web come siano bastati 40 giorni di “nostra” assenza dal mondo e dalle strade per vedere la natura riappropriarsi del “nostro” palcoscenico: le papere passeggiare in mezzo alle strade, canguri saltare nei parchi deserti, orsi vagare in quartieri cittadini… Ecco la natura durante questa nostra quarantena si è ripresa i suoi spazi, i suoi territori e noi da questa lezione dovremo imparare a convivere con lei senza mai più sottometterla. Quello che ci aspetta dunque sarà abituarci a questa forma di “viaggio secondo natura”, lento e nel rispetto di un eco-sistema il cui obiettivo è la salvaguardia del pianeta. Tutto ciò che non avevamo appreso e soprattutto messo in pratica prima, questo piccolo organismo, altamente invasivo, ora ce lo impone.

Palmira Tetrapilo

Il viaggio fatto di percezioni non necessariamente si compie in luoghi lontani nel mondo, poichè, citando  Marcel Proust:

“Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi” 

IL VIAGGIO TRASFORMAZIONE

Sarà un viaggio anche verso una trasformazione profonda di noi. Per questo si cercheranno luoghi-rifugi immersi nella natura incontaminata dove disintossicarsi dal bornout di ore e ore passate davanti agli schermi in situazioni di telelavoro molto più provanti sul nostro sistema nervoso rispetto la qualità di vita che avevamo prima. Anche la vacanza benessere e in particolare le spa dovranno essere luoghi sicuri in grado di garantire una reale detossinazione da ogni tipo di inquinamento sia fisico sia mentale. Luoghi unplugged dove dimenticarsi di smartphone e schermi per ritrovare un nuovo dialogo dentro noi stessi attraverso l’utilizzo di rituali pluri-sensoriali.

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Anche la comunicazione, come abbiamo visto dalle ultime nuove pubblicità ha cambiato tono. Empatica ed emozionale come mai anche per vendere un pacchetto di pasta oggi si fa appello ai massimi valori patriottici ed ecumenici.

Il viaggiatore del futuro avrà imparato la lezione, e se la sua vacanza sarà motivata dalla ricerca di nuovi stili di vita, il viaggio diventerà vero spunto di trasformazione interiore nel rispetto di un nuovo umanesimo che non mette più solo l’uomo al centro ma anche il suo habitat e tutta la natura, perchè parafrasando Papa Francesco “non possiamo rimanere sani in un mondo malato”.