La montagna in Piemonte è protagonista indiscussa tanto da contenere, già nel nome, la caratteristica della sua posizione: ai piedi dei monti…

Se i giochi invernali del 2006 hanno conferito fama mondiale alle montagne olimpiche e alla Valsusa, le Montagne Reali del Canavese e delle Valli di Lanzo custodiscono un fascino ancora parzialmente nascosto e tutto da scoprire: una montagna più contemplativa dove praticare sci nordico o alpinismo oppure semplicemente  per passeggiare con le racchette da neve ed apprezzare il silenzio ovattato e incantato dei monti. Monti e rilievi si trovano anche scendendo verso la Liguria, a Limone Piemonte oppure salendo a nord est verso la provincia di Vercelli. Ad Alagna, in Val Sesia, si è ai piedi del Monte Rosa dove si respira ancora oggi la lunga tradizione della cultura walser.

 

LA VAL SUSA

Ponte naturale verso l’Europa, la lunga strada di collegamento verso la Francia è stata sin dall’antichità percorsa da pellegrini, papi e imperatori che nel loro cammino verso Santiago de Compostela o verso Roma  lasciavano traccia influenzando la cultura, l’architettura e l’arte di queste terre. Ad Avigliana, situata proprio alle porte della valle, sulla parete di una chiesa dell’XI secolo sono visibili, in un affresco, i simboli del pellegrinaggio Compostellano (la conchiglia, la fiasca e il bastone) e l’effigie stessa del pellegrino lungo il tragitto che passava proprio nel cuore della valle, toccando Sant’Antonio di Ranverso, Avigliana, la Sacra di San Michele per arrivare a Susa.

L’antica “Segusium” – il  nome deriverebbe da una radice germanica che significa “vincere”- ancora oggi vanta il privilegio di non essere stata sottomessa a Roma, come conferma la presenza dell’Arco di Augusto. L’Arco, infatti, sancisce il patto d’alleanza di Cozio – capo delle popolazioni liguri sulle Alpi (che da lui presero il nome) – con l’imperatore romano. Susa per tutto il medioevo rimase un importante crocevia per le strade che portavano da una parte al Monginevro (Mons Matrona) da cui  proseguiva la via Lattea per Santiago di Compostela e dall’altra al Moncenisio attraversato anche dai pellegrini che dalla Francia scendevano verso Roma e verso la Terra Santa.  Molte sono le tracce rimaste delle tappe obbligate lungo la via Francigena (così si definisce il complesso fascio di vie di congiungimento con la Francia).

Una fra le principali è la vicina Abbazia di Novalesa. Un centro di vita spirituale e culturale le cui vicende ci sono state tramandate dal Chronicon Novalicense – un manoscritto pergamenaceo che descrive nel dettaglio la vita del monastero a partire dal 760. La tersa aria di montagna avvolge il paesaggio nella serena atmosfera delle cose buone e semplici.  L’articolata disposizione delle cappelle, immerse nel verde, favorisce il clima di relax e senza dubbio la meditazione dei monaci benedettini rimasti. L’intenso fervore culturale di questi luoghi offre ai visitatori e ai turisti numerose manifestazioni durante tutto l’anno: occasioni di incontro per ritrovare la bellezza del passato, per ricordare usanze di un tempo o per riscoprire i sapori della tradizione. Gli impianti sportivi e le strutture di accoglienza delle montagne olimpiche sono il fiore all’occhiello della vacanza in montagna.

La Vialattea è un comprensorio formato da 5 località Sestriere, Sauze D’Oulx, Cesana San Sicario, Claviere e la francese Monginevro per un totale di 400 km di piste e 78 impianti di risalita fino a raggiungere un altitudine massima di 2800. mt. I comprensori sciistici sono diffusi su ogni valle: quello di Bardonecchia  (Jaffreau, Melezet e campo Smith) le stazioni di Pragelato, Prali, Pian del Frais, e Pian Neiretto offrono ogni confort compreso una accurata offerta dedicata al benessere, fatta di spa dedicate a chi non scia, o chi dopo lo sport vuole godersi massaggi e trattamenti nel più esclusivo relax.

 

LASCIA UN COMMENTO